In tempo

di Carlo Piovan, Emiliano Zorzi, Saverio D’Eredità

Alla fine è rimasta lei in copertina, la Sfinge! alta ed enigmatica con il suo occhio protetto dall’evidente tetto, in posizione baricentrica tra Carnia e Giulia.

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Nelle ultime ore prima di andare a dormire, l’attività su whats app era stata piuttosto frenetica nel decidere l’immagine di copertina, poi la decisione e l’indomani l’annuncio ufficiale di Andrea (Gaddi, edizioni Alpinestudio)

Ci siamo. Una nuova era. Una volta fu Guida dei Monti d’Italia. Oggi si passa a Il grande alpinismo sui monti d’Italia. Una collana edita in co-edizione CAi alpine studio. Un volume all’anno per i prossimi 15 anni. Questo è il primo!

La sensazione è la stessa di finire una via lunga e impegnativa in cui sono passati in pochi e che “pochi”: Ettore Castiglioni, Attilio De Rovere, Mario Di Gallo, Gino Buscaini.

I tempi cambiano e lo stile e le scelte devono misurarsi con un modello di accesso alle informazioni che nel ventunesimo secolo diventa immediato e globale soppiantando la storica divulgazione enciclopedica; pertanto anche il tempo messo a disposizione degli autori non è più lo stesso del secolo scorso ed il processo d’invecchiamento delle informazioni al mondo odierno viaggia a bordo di uno space shuttle.

Una salita impegnativa e ricca di incognite, dove abbiamo sbagliato strada, abbiamo litigato tra di noi, abbiamo preso il temporale in parete, ci si è sgretolato in mano qualche appiglio e dove abbiamo anche rischiato di dover pensare  a rinunciare perchè non riuscivamo a passare. Ma come nelle storie più belle, quando il tempo era solo per l’azione, quando l’idea di bivaccare nuovamente in parete spaventava, abbiamo fatto quello che ci viene meglio: il gioco di squadra.

Un lavoro di più squadre, una di punta: Emiliano, Saverio, Carlo e una di supporto, composta da tantissime persone che ci hanno aiutato e che troverete citate puntualmente nella guida.

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Gli autori da sinistra: Carlo, Saverio, Emiliano

Grazie all’esperienza accumulata nei lavori editoriali precedenti, ad un pizzico di incoscienza ed al lavoro di squadra eseguito magistralmente, siamo riusciti ad arrivare in cima in “tempo”.

Riflessione durante la discesa

Accettando questo lavoro, ci siamo trovati incosapevolmente ad essere gli apripista per una nuova importante collana, che a differenza dalle precedenti gloriose monografie della Monti d’Italia è una selezione di vie e giocoforza ha comportato l’onere della selezione. L’aiuto su quale criterio adottare è arrivato dalle peculiarità di queste montagne, che coprono l’estremo est della catena alpina italiana e dalla loro affascinante diversità; dove convivono gli ambienti bucolici e solari delle Carniche con le più severe e verticali pareti delle Giulie, le brevi scalate su splendido calcare a rigole e le lunghe ascensioni di mille metri rivolte a nord. Il criterio di scelta è venuto da se, ovvero comprendere tutte le varie tipologie di itinerari presenti procedendo con ordine geografico, dalle vere e proprie pietre miliari dell’alpinismo alle belle classiche di media difficoltà,  dalle impegnative vie moderne attrezzate a fix, alle grandi ascensioni squisitamente alpinisitche, dai percorsi rilassanti e piacevoli, agli itinerari dimenticati, cercando di toccare ogni gruppo montuoso.

Un volume che vuole essere un invito alla scoperta di questi luoghi, dove ognuno, leggendo (pratica ormai in disuso!) fra le righe della guida e le pieghe della montagna, possa trovare il terreno più adatto e non un semplice passare distratto fra una via e l’altra.

Buona scoperta o riscoperta, di queste terre di confine.

 

Incompleta

di Nicola Narduzzi

È una montagna incompleta quella che ci circonda, stagliata nel cielo terso di un autunno senza fine.
Tardi, troppo tardi siamo usciti dall’ombra della parete. Il sole è già basso sull’orizzonte e le valli sono ormai sprofondate nella notte. Le gambe fanno male. La mente è stanca, svuotata. In bilico tra luce e ombra, tra autunno e inverno ci facciamo strada lungo la cresta. A destra le pareti di calcare si infiammano baciate da un sole che sembra non appartenere a questa stagione. A sinistra l’inverno cerca di sopravvivere all’attacco incessante dell’anticiclone rintanandosi sempre più in profondità nella montagna. Continua a leggere

Un’estate di dicembre: Airolg il nano malefico delle rocce.

°

di Emiliano Zorzi

27 dicembre 2015: siamo in maglietta a quasi 2000 metri e per di più in ombra. Ma non è questa l’unica anomalia di questo incredibile dicembre. Sulla parete del Torrione Spinotti, a fianco delle belle vie sportive e non firmate da nomi (Zanderigo, Svab, Sterni, Benet, Sacchi e le recenti di Rossi-Mauro) che non hanno bisogno di presentazioni per chi mastica roccia di alta difficoltà, ora c’è anche una nostra. Il fatto mi fa sorridere con un misto di ironia e vergogna; come se dei nani si fossero seduti a fianco dei giganti. Gnomi malefici, come Airolg, il nano delle rocce, di cui sempre mi parla il mio compare di merende Umbe.Dove poi l’abbia scovato non lo so.

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