I viaggi di Lilliput – Capitolo II

di Saverio D’Eredità feat. Stefano Salvador

Com’era verde la mia valle

L’uomo, si dice, ricerca nel corso della sua vita le forme materne. Questa ricerca di un archetipo assunto nei primi anni di vita pare possa influenzare lo sviluppo psichico, l’educazione sentimentale e l’inserimento nella società. Dev’essere qualcosa di simile che accade nelle menti degli alpinisti e noi ne abbiamo la riprova dal momento che ci stiamo incamminando verso la base di una montagna dalle forme e quote decisamente dolomitiche. Si staglia a dire il vero piuttosto sfrontata a picco sopra i baretti di Chamonix, con la sua caratteristica forma ad “M” e per questo conosciuta come “Aiguille de l’M”. Siamo pur sempre nel gruppo delle ben più blasonate Aiguilles de Chamonix, che annovera in famiglia giganti come la Blaitiere, il Fou, la Republique etc etc. Così, da bravi lillipuziani, abbiamo pensato bene di infilarci anche noi in questo mondo di giganti, passando dalla porticina laterale. La sua dimensione ridotta, pensiamo, ben si presterà ad una giornata un po’meno introduttiva di ieri e con il vantaggio di non doverci misurare nuovamente con l’enigmatico terreno misto e poter riassaporare il nostro elemento materno: la pura roccia!

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LILLUPUZIANI AL MONT-BLANC – Capitolo I

di Saverio D’Eredità

Prologo

“I viaggi di Gulliver” oltre ad esser il titolo della famosa opera parodistica di Swift, è anche il nome di una nota ed ambita via di arrampicata sul Grand Capucin. Ora, non è della via di arrampicata che voglio parlarvi, anche se già posso immaginare il sorrisetto bavoso del lettore morbosamente a caccia  di informazioni, foto, corpi atletici tesi nello sforzo di tirare una bella fessura di protogino o leggiadramente adagiati come farfalle su placche dall’aspetto impraticabile.

Diciamocelo, c’è una buona dose di voyeurismo in tutto ciò. E il sottoscritto non intende certo sottrarsi a questo peccatuccio veniale. Tutto sommato, ci è andata bene: potevamo essere dei depravati navigatori notturni di sito porno e invece siamo dei semi-ossessivi navigatori (indifferentemente diurni o notturni) di gallerie fotografiche di arrampicata. Niente di illegale, sebbene ugualmente tossico e generatore di dipendenza mentale. Continua a leggere