La nuova collana Doppio Mike

di Massimo Esposito

GUIDE ALPINISTICHE PER BERGVAGABUNDEN

Doppio Mike è preso a prestito dall’alfabeto fonetico internazionale. Sta a indicare una doppia EMME. Le nostre iniziali. Un progetto di vita comune. Trasformare due passioni, quella per lo scalare le montagne, soprattutto quelle poco conosciute, almeno sconosciute per noi, e quella per il condividere le informazioni. L’idea è quella di fornire guide alpinistiche e di arrampicata snelle, con informazioni essenziali e precise a costi contenuti. Adatte a chi vuole andar a fare una vacanza breve e non vuole o non può procurarsi tutta la bibliografia necessaria e studiarla. Il mezzo scelto è un mezzo che guarda al futuro. Veloce ed economico. Aggiornabile e facilmente trasportabile e consultabile. Il formato digitale. Su questo formato si possono compilare guide che col formato cartaceo non uscirebbero mai, per costi e praticità. Si possono raggiungere molte persone. E poi sono facilmente traducibili in altre lingue.

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In tempo

di Carlo Piovan, Emiliano Zorzi, Saverio D’Eredità

Alla fine è rimasta lei in copertina, la Sfinge! alta ed enigmatica con il suo occhio protetto dall’evidente tetto, in posizione baricentrica tra Carnia e Giulia.

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Nelle ultime ore prima di andare a dormire, l’attività su whats app era stata piuttosto frenetica nel decidere l’immagine di copertina, poi la decisione e l’indomani l’annuncio ufficiale di Andrea (Gaddi, edizioni Alpinestudio)

Ci siamo. Una nuova era. Una volta fu Guida dei Monti d’Italia. Oggi si passa a Il grande alpinismo sui monti d’Italia. Una collana edita in co-edizione CAi alpine studio. Un volume all’anno per i prossimi 15 anni. Questo è il primo!

La sensazione è la stessa di finire una via lunga e impegnativa in cui sono passati in pochi e che “pochi”: Ettore Castiglioni, Attilio De Rovere, Mario Di Gallo, Gino Buscaini.

I tempi cambiano e lo stile e le scelte devono misurarsi con un modello di accesso alle informazioni che nel ventunesimo secolo diventa immediato e globale soppiantando la storica divulgazione enciclopedica; pertanto anche il tempo messo a disposizione degli autori non è più lo stesso del secolo scorso ed il processo d’invecchiamento delle informazioni al mondo odierno viaggia a bordo di uno space shuttle.

Una salita impegnativa e ricca di incognite, dove abbiamo sbagliato strada, abbiamo litigato tra di noi, abbiamo preso il temporale in parete, ci si è sgretolato in mano qualche appiglio e dove abbiamo anche rischiato di dover pensare  a rinunciare perchè non riuscivamo a passare. Ma come nelle storie più belle, quando il tempo era solo per l’azione, quando l’idea di bivaccare nuovamente in parete spaventava, abbiamo fatto quello che ci viene meglio: il gioco di squadra.

Un lavoro di più squadre, una di punta: Emiliano, Saverio, Carlo e una di supporto, composta da tantissime persone che ci hanno aiutato e che troverete citate puntualmente nella guida.

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Gli autori da sinistra: Carlo, Saverio, Emiliano

Grazie all’esperienza accumulata nei lavori editoriali precedenti, ad un pizzico di incoscienza ed al lavoro di squadra eseguito magistralmente, siamo riusciti ad arrivare in cima in “tempo”.

Riflessione durante la discesa

Accettando questo lavoro, ci siamo trovati incosapevolmente ad essere gli apripista per una nuova importante collana, che a differenza dalle precedenti gloriose monografie della Monti d’Italia è una selezione di vie e giocoforza ha comportato l’onere della selezione. L’aiuto su quale criterio adottare è arrivato dalle peculiarità di queste montagne, che coprono l’estremo est della catena alpina italiana e dalla loro affascinante diversità; dove convivono gli ambienti bucolici e solari delle Carniche con le più severe e verticali pareti delle Giulie, le brevi scalate su splendido calcare a rigole e le lunghe ascensioni di mille metri rivolte a nord. Il criterio di scelta è venuto da se, ovvero comprendere tutte le varie tipologie di itinerari presenti procedendo con ordine geografico, dalle vere e proprie pietre miliari dell’alpinismo alle belle classiche di media difficoltà,  dalle impegnative vie moderne attrezzate a fix, alle grandi ascensioni squisitamente alpinisitche, dai percorsi rilassanti e piacevoli, agli itinerari dimenticati, cercando di toccare ogni gruppo montuoso.

Un volume che vuole essere un invito alla scoperta di questi luoghi, dove ognuno, leggendo (pratica ormai in disuso!) fra le righe della guida e le pieghe della montagna, possa trovare il terreno più adatto e non un semplice passare distratto fra una via e l’altra.

Buona scoperta o riscoperta, di queste terre di confine.

 

1974

di Saverio D’Eredità

Mi portò un pacco di vinili in una busta di carta con un foglietto scritto a mano

To feed your free spirit

La mia amica aveva la passione per i messaggi un po’criptici ed allusivi e dal canto mio la domanda era più che altro come poter ascoltare quei vinili non avendo alcun supporto per farli girare, quindi più prosaicamente le chiesi di farmi una copia cd che non si sapeva mai.

La partenza per l’Erasmus a Bruxelles stava diventando quasi come il saluto prima di partire per la naja, ed in un certo senso lo era, comparato ai tempi moderni. L’unico problema era far stare le robe per i primi 3 mesi senza sforare il limite bagaglio di Ryanair. Tempi moderni, appunto. C’erano molte cose passate che stavo portando in quel borsone, fossero libri o cd o magari maglioni che non avrei più avuto il coraggio di mettere. In questo senso quei polverosi vinili dal consolante fruscio si inserivano benissimo. Tra gli album in quella busta di carta spiccavano Led Zeppelin IV, un Pearl di Janis Joplin e un paio di Stones quali Sticky Fingers e Exile on Main Street. Tutta roba che sarebbe servita a “nutrire il mio spirito libero”, pubblicata nella prima metà degli anni settanta.

Ma serviva qualcos’altro per alimentare il “mio spirito libero” e così un altro pezzo degli anni settanta, precisamente del 1974, scivolò lestamente nel borsone a discapito di un bignamino di verbi francesi, ovvero la prima edizione della guida “Alpi Giulie” di Gino Buscaini, la cui copertina grigia telata già presentava i segni di un’usura sproporzionata alle effettive realizzazioni alpinistiche. Quante volte era stata nel mio zaino? Tirata fuori e appoggiata a qualche attacco, consultata persino a metà di una cengia. Una guida nel vero senso della parola, quasi un breviario da portare nel taschino per recitarne un salmo a metà salita. Continua a leggere

Le montagne di Kugy

di Saverio D’Eredità

Scendemmo nel pomeriggio ormai tardo per le pietraie riarse della Velika Dnina, lungo una linea diretta di ghiaioni veloci e rullanti. Sostammo quindi in prossimità di grossi massi quando diventò impellente l’esigenza di svuotare le scarpe delle miriadi di sassi raccolti nel cammino.
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Dalla web alla carta stampata

di Carlo Piovan

Potrebbe essere il titolo di un manuale sottotitolato: indicazioni terapeutiche per compilatori cronici di relazioni alpinistiche. In realtà è un processo naturale per chi come me e gli amici Emiliano, Saverio, Matteo e Luca,  da molti anni, con i rispettivi spazi web, riempiono byte e byte con accurate (e si spera apprezzate) relazioni dei proprio “viaggi” verticali per le pareti di Alpi, Appennini e non solo; i Balossi Bergamaschi vantano anche una bella attività extraeuropea.

Dopo una prova generale nel 2008 a cui collaboro con l’amico Eugenio alla redazione della guida Arrampicare nella Valle del Chiampo, nel 2011 arriva il battesimo del fuoco con una bellissima avventura editoriale in terra friulana (capitanata da Emiliano (con già due guide all’attivo) e con la condivisione della prima esperienza con Saverio durante la quale nascerà una bella amicizia, oltre che un consolidato rapporto di cordata.

Passare dal web alla carta stampata è un percorso che tra occhi rossi, notti passate davanti al pc, ennesime letture di relazioni che portano alla nausea, discussioni su gradi,foto,lunghezze,difficoltà,qualità della roccia, birre e tanta passione, portano ad un prodotto finale molto curato e “controllato”, che senza nulla togliere alla precisione di quanto pubblichiamo sul web, risulta di una qualità di gran lunga superiore.

E poi …

un libro, è materia, lo si può leggere ovunque, non ha bisogno di energia ne di rete wi-fi o 3G, dura molto di più nel tempo, lo si può regalare e tramandare.

Oggi apprendo la bella notizia della prossima uscita della guida degli amici Luca e Matteo “SassBaloss”, bravi! anche voi avete quasi concluso la vostra prima avventura editoriale!

Sulla guida non aggiungo altro ma vi riporto l’introduzione di Diego Filippi.

Buona lettura e buone salite.

L’alpinismo è sempre stato per me sinonimo di esplorazione e amicizia. Dopo i primi anni trascorsi sulle montagne di casa, ho sentito, (come ognuno di noi credo) l’irrefrenabile voglia di conoscere altre montagne, salire cime diverse, cime lontane. Una voglia istintiva di partire per lunghi viaggi, alla scoperta di nuovi territori, di nuove pareti da scalare e, sempre e soprattutto, in compagnia di grandi amici.
Non c’è alcun dubbio, l’alpinismo condiziona profondamente la vita di chi lo pratica. Cosi è stato per me, e dopo 30 anni di intensa attività alpinistica mi sorprendo ancora di quanti entusiasmi possa dare il conoscere nuove montagne e nuove pareti, su cui vivere nuove avventure con nuovi compagni di cordata.
Naturalmente, sappiamo benissimo che per muoverci in territori sconosciuti abbiamo bisogno di relazioni e guide. Anche in questo caso, non credo di essere l’unico ad essere cresciuto a “pane e guide”. Libri, relazioni, fotocopie, schizzi raccolti qua e la o scaricati da vari siti internet; questa montagna di carta disordinata, per noi alpinisti, rappresenta a volte il nostro tesoro più prezioso. Ecco, forse un altro sinonimo che può avere la parola alpinismo è “divulgazione”.
La divulgazione nasce dalla voglia di condividere la nostra gioia e le nostre esperienze con altre persone. A volte, quando esco da una via, magari poco conosciuta e dimenticata, la grande soddisfazione e la gioia che mi ha regalato mi spinge a dire: “hei ragazzi, ma questa è la più bella via di sempre! vale davvero la pena farci un giro, devo farlo sapere a tutti!”. Credo che questo sia il sentimento che spinge tutti quegli alpinisti che, in un modo o nell’altro, fanno divulgazione.
Esplorazione, amicizia e divulgazione rappresentano dunque per me la “traduzione” della parola alpinismo. Un’avventura in montagna, che sia nella gioia e nella spensieratezza o nella difficoltà e nel dramma, crea amicizie profonde, uniche, spesso durature. L’arrampicata crea un legame unico, di assoluta fiducia: in fondo quando ci facciamo tenere la corda da un amico, gli stiamo dando in mano la nostra vita. Possono passare gli anni, moltissimi anni, ma ogni salita rimane impressa noi nostri ricordi e ogni amico rimane, e rimarrà, per sempre nel nostro cuore.
Tornando al tema della divulgazione, è con grande onore e piacere che ho accettato l’invito di Matteo e Luca a scrivere una presentazione alla loro guida. Prima di conoscere questi ragazzi, già usavo le loro preziose e attendibili relazioni che trovavo nel loro sito “sassbaloss.com”. E per quanto riguarda l’affidabilità, questo sito non ha bisogno di presentazioni: è ormai famoso, conosciuto e usato da moltissimi alpinisti italiani. L’impressionante numero di contatti che registra ogni anno lo dimostra.
Impressionante è anche l’attività svolta da Matteo e Luca in tutte le alpi, dalle Marittime alle Carniche, dal Gran Sasso a Bismantova, dal Monte Penna alla Paganella. Cime e pareti, dalle più famose alle più sconosciute. Parte di tutto questo, ora è in un libro, che non ho dubbi, sarà straordinario data la varietà delle salite proposte e dalla ricchezza dei contenuti. E per l’affidabilità ripeto, sarà assoluta, data la grande esperienza, ormai decennale, che hanno gli autori in fatto di compilare relazioni tecniche con testi, foto e suggerimenti.
In conclusione, credo che l’anima della nuova guida degli amici Matteo e Luca contenga tutto quello che per me è alpinismo: esplorazione, amicizia e divulgazione. E a ben guardare, è su questi temi che è nata e si fonda la nostra amicizia: tutti noi amiamo follemente gironzolare per le alpi, conoscere nuovi amici e divulgare le nostre esperienze attraverso relazioni e fotografie. Un modo fantastico e divertente di vivere la vita e l’alpinismo.
Buona lettura e buone arrampicate a tutti gli amici che useranno questa guida.

 

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