Sulle ali della Civetta a quota 3000

di Emanuele Andreozzi

Era da diversi mesi che avevo l’idea di concatenare insieme, le cime sopra i 3.000 m di quota del massiccio del Civetta. Finalmente dopo tanto caldo arriva una giornata fresca, si prevede anche il cielo leggermente velato, proprio le condizioni perfette che aspettavo! Elaborato il piano, che prevede rigorosamente un percorso ad anello, eccomi finalmente a Pecol Vecchio. Sono nel buio della notte, da solo e non conosco completamente la zona. Alla luce della mia frontale ho un gran bel da fare tra mappa e relazioni durante la prima parte del percorso, così va a finire che albeggia ancor prima di arrivare al Passo del Tenente.

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Il tempo della Civetta

di Carlo Piovan

Per un amante delle arrampicate dolomitiche, il termine “Nord – Ovest” indica molto di più di un orientamento geografico. La combinazione dei due sostantivi, racchiude un’immagine chiara nella mente di ogni alpinista, un profilo fatto di chilometri di dolomia, a sviluppo verticale, con un piccolo cuore di ghiaccio, “il Giazzer”, nel mezzo. Una presenza imponente che sovrasta l’abitato di Alleghe e domina come un enorme rapace in planata la valle del Cordevole. Molto più a sud delle sorelle maggiori viene prevalentemente percorsa in estate, quando il clima consente di arrampicare leggeri e veloci come conviene ad ogni buon dolomitista. In inverno la parete nord – ovest della Civetta gonfia le sue fessure e i suoi camini di neve e ghiaccio, elevandosi al pari delle ben più note consorelle poste a cavallo dell’arco alpino Occidentale.

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