Lillipuziani parte terza – La cresta della delusione

di Saverio D’Eredità

Avevamo appena ordinato la terza birra da mezzo e, a parte la necessità di andare a pisciare urgentemente, non avevamo risolto ancora nulla. Mi alzai con la vescica che esplodeva e mi feci largo all’interno del “The Pub” di Chamonix, pullulante di rubicondi e chiassosi tifosi “orange” concentrati su un avvincente ottavo di finale del Mondiale 2014. Feci giusto in tempo a notare che – nonostante tutto – Wesley Snejder era ancora in gran forma, anche se non credevo che l’Olanda sarebbe arrivata in finale pure stavolta. Ci vorrebbe proprio uno come Wesley, pensai. Uno cui affidare le chiavi del match. Tornai al tavolino che Stief stava sfogliando freneticamente la guida di Batoux sulle 100 e 1 più belle scalate del Bianco, passando dalla numero 8 alla numero 76 svuotando boccali di birra e spegnendo una cicca dietro l’altra. Non ce la potevamo fare.
Per fortuna le ragazze si stavano rilassando con dei rinfrescanti drink e l’aria del tardo pomeriggio si stava facendo leggera. Un normale aperitivo con paranoia nel cuore di Chamonix.

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