La stanza blu

di Saverio D’Eredità

A Francesca e a Federico
a tutti i bambini che guarderanno il mondo per la prima volta

L’estate era stata inaspettatamente lunga. Avevamo sfruttato tutti i giorni possibili, anche quelli sbagliati. Veniva ora il tempo, quello delle luci radenti e di un certo rammarico. Veniva quel tempo – lo sapevo, del resto – e uno ad uno scioglievo i nodi che mi legavano agli amici. Ricordo ancora l’ultima di quelle volte. La schiena addossata alla parete, gli anelli di corda sparsi per terra – non ero fatto per l’ordine – nebbie che salivano come la carica di una cavalleria. Spalle alla parete, eravamo allo stesso tempo semplici spettatori o irredimibili condannati. Continua a leggere