Lo spigolo del Cornetto

di Carlo Piovan ed Eugenio Cipriani

Il pilastro sud della cresta sud del Cornetto è percorso a sinistra dalla via “Soldà-Flashmann-Amstad del 1952 e, nel centro, dalla variante “Vezzaro-Fantuzzi” del 1967. La via qui descritta sale a destra di quest’ultima sfruttando una serie di strutture di ottima roccia ancora non utilizzate e tenendosi poi sul bordo destro del pilastro, proprio lungo l’estremo limite della parete, sul filo dell’aereo spigolo. Dalla cima del pilastro, poi, si ricollega alla “Soldà” e per essa raggiunge la vetta. La scalata è assai varia e si presenta, anche in virtù del notevole sviluppo (almeno in relazione alle altre vie del Sengio Alto) come una interessante alternativa alle altre due vie del pilastro. Inoltre è stata salita, e viene qui di seguito descritta, anche una variante sulla parete est del pilastro che si svolge lungo un’evidente serie di spaccature. E’ assai probabile che alcuni tratti di questi due itinerari siano stati, almeno parzialmente, già percorsi in precedenza. In questa sede si è voluto dare sia sul terreno che sulla carta una continuità all’insieme dei tiri di corda (e delle singole strutture su cui si sviluppano) ed il risultato è una via ben chiodata, aerea, elegante, continua e su ottima roccia.

In alternativa all’accesso descritto, si può accedere al sentiero d’arroccamento, percorrendo lo Spigolo Bellavista alla Torre Boffental, realizzando così una bella cavalcata area e panoramica, sul versane Sud-Ovest del Sengio Alto.

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Eugenio Cipriani lo “scalatore” entusiasta

Intervista di Carlo Piovan

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi (Marcel Proust).

E’ sufficiente vedere come brillano i suoi occhi, furbi e sornioni, quando li scopre dal binocolo che ha da poco utilizzato per scovare possibili linee di salita su una parete rocciosa, per capire che la famosa citazione dello scrittore francese gli calza a pennello.

Sempre entusiasta e positivo nonostante le fatiche, di Sisifiana memoria, a cui si presta per aprire nuovi itinerari; si racconta in questa intervista, parlandoci dell’ultima guida realizzata sulle pareti della Val d’Adige veronese.

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