Sogni, incubi e quella cosa inutile

di Enrico Mosetti
Ci sembrava quella notte dovesse durare per sempre.
Usciamo di casa nel gelo di Sella raccontandoci i rispettivi sogni e incubi di una serata, forse pure quella, conclusasi con diverse bottiglie vuote a rinfoltire la collezione sul terrazzo.
Sogni ma sopratutto incubi. L’incubo di un bambino giallo in una casa maledetta.
Nel giro di pochi minuti lasciamo il furgone sulla sterrata gelata e ci inoltriamo nel sottobosco alla ricerca, circondati da un mondo scuro  e luccicante cristalli di luce, di quel canalone che dovrebbe dare accesso alla nostra parete.

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“Con il bambino in giallo nella casa maledetta” – Nuova via per Comelli e Mosetti sulla Cima del Lago

di Saverio D’Eredità

“Pronto Sav, sono il Mose, come va?”

“tutto ok…tu? In giro?”

“Sì…volevo chiederti: mi confermi che non ci sono vie sulla Nord della Cima del Lago?”

“Mah..qualcosa c’è, ma dovrei controllare: cosa volevi fare”

“No, è che sono SULLA cima e abbiamo appena fatto una via…ma mi sa che è nuova”

Certo, non capita tutti i giorni di ricevere una telefonata da una cima. Ancor meno se la cima è stata appena raggiunta in inverno e per una via nuova!

La telefonata del Mose spezza un sonnacchioso dopopranzo in cui sto giusto pensando dove andarmi a ficcare nel prossimo weekend che promette condizioni abbastanza rock ‘n roll nel complesso, frutto di un inverno fin qui indecifrabile.

Intanto ci hanno pensato Enrico “Mose” Mosetti e Leonardo “Leo” Comelli a sperimentare le condizioni e svelare i trucchetti di certe Giulie dal pelo folto che sanno riservare sempre del sadico divertimento. Andarlo a scovare su una delle pareti più neglette delle Giulie certo non è da tutti. La Cima del Lago (o Jerebica in sloveno) incombe con la sua forma massiccia sulla già non solare Val Rio Del Lago, conferendo al tutto un aspetto piuttosto tenebroso che rimanda a certe atmosfere alla Twin Peaks di David Lynch. Evidentemente ispirati dalle vibrazioni della zona (provate a sentire un paio di leggende locali per credere) i due hanno ben tradotto questa atmosfera spettrale e vagamente onirica nel nome, di per sé è una bella introduzione alla via: “Con il bambino in giallo nella casa maledetta” .

La via sale nel cuore di un’ampia porzione di parete rivolta rigorosamente a nord e compresa tra il poco definito costolone dello Sperone dei camosci e le pieghe ripide e boscose del versante nord/ovest. Dopo la risalita sul fondo del Canale del Camoscio, Mose e  Leo hanno attaccato direttamente la parete con un tiro d’ingresso verticale su ghiaccio cui sono seguite svariate centinaia di metri in assetto “misto” Giulie con neve non esattamente ideale e terreno quantomeno “vario” prima di sbucare in vetta con un paio di tiri “psicologici”. Difficoltà? Di tutto un po’ nell’ambito del “misto giulia” che prevede un po’di dimestichezza con sezioni precarie e costanza di pendenza sui 70° per 1200 metri totali, di cui 600 di vera e propria via.

Un bel modo per inaugurare la stagione delle invernali, che in Giulie offre sempre un terreno di gioco vario e mai scontato. Intanto vi postiamo una foto, ma non fateci troppo affidamento. Gli spiritelli della Jerebica sono sempre in agguato e pronti a mescolare le carte!

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