GAIA – quarta parte –

di Matteo Bertolotti

Un bacio mancato

A volte avrei voluto scomporre la mia vita. Mettere su di un tavolo tutti i pezzi del domino che le ruotano attorno, comprese le mie abitudini.

E’ nata così la mia voglia di montagna. Disfare alla rinfusa sul tavolo quei piccoli tasselli e al tempo stesso affondarci dentro le mie mani e agitarle vorticosamente. Ero giunta alla conclusione che volevo staccare la spina da un mondo fatto di luci stroboscopiche e rientri autostradali. Nacque la voglia di scalare. Il CAI della mia città aveva affisso sulle strade del paese un volantino di un corso che catturò la mia attenzione. In breve tempo avevo imparato i nodi e manovre di corda, ma ancora non avevo ottenuto un appuntamento con la roccia. Avevo voglia di libertà. La prima uscita capitò nella zona delle Crete del Gam. Per assecondare la necessità di stare un po’ da sola ero salita un giorno prima. Giusto il tempo per assaporare tutto l’assaporabile. Il tempo per imparare a respirare. Al rifugio c’era un sacco di gente e i posti in cuccetta erano già prenotati da tempo. Il rifugista mi aveva offerto asilo politico nel sottotetto, visto che da perfetta sprovveduta ero salita senza prenotare. La notte calò alla svelta e l’orologio svizzero del gestore mandò tutti a nanna alle 22 in punto, forse per il mio primo pernottamento nel rifugio non riuscivo a chiudere occhio. Nella penombra della notte la mia vita si ricomponeva… quel domino gettato sul tavolo due mesi prima stava incominciando a riordinarsi… Improvvisamente venni sfiorata, un soffio d’aria mi era passato attorno al piede, qualche fantasma si stava aggirando intorno a me… Spinta da un’intrepida curiosità sono uscita dalla scricchiolante porta del rifugio dove senza non troppi problemi riconobbi una sagoma che la sera prima a cena stava qualche tavolo dopo il mio. Ora non so che fine possa aver fatto… ma quella sera quel ragazzo mi aveva profondamente colpito. come se fosse ciò che stavo cercando. Avrei voluto tanto che quella notte non finisse mai. La lancetta dell’orologio era andata in sciopero e i secondi erano diventati attimi. Quel ragazzo dallo sguardo buffo era li con me… a vivere l’infinito. Quella sera ho toccato il cielo. Avrei voluto baciarlo.

Gaia Vitale, Pordenone, Settembre 2003 salita da sola per la via normale.

[Continua…]

prima parte ; seconda parte ; terza parte

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